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La matrice SWOT2 (Squared SWOT) e l’analisi di situazioni internazionali

I metodi d’analisi delle situazioni internazionali o di analisi strategica sono molteplici, ma spesso, al di là dell’intuito del singolo ricercatore o analista, risultano ingombranti, complessi, sottoposti ad una serie di valutazioni parametri e variabili, da risultare di difficile impiego e maneggio.

Per questo motivo vale la pena di mutuare un’esperienza consolidata dal mondo degli affari ed applicarla con una variante importante a situazioni delle relazioni internazionali o strategiche.

La matrice SWOT è una tecnica d’analisi d’affari attribuita a Albert Humphrey, un consulente di management e business morto nel 2005, che si basa sull’idea di sistemare in modo sinottico una serie di fattori classificabili:

• Strengths
• Weakenesses
• Opportunities
• Threats.

 È comprensibile che questi fattori si dividano lungo un asse orizzontale che distingua i fattori interni (ad una ditta, un prodotto, un attore economico) da quelli esterni (le opportunità offerte dal mercato, dagli errori di concorrenti, dalla tecnologia).

È anche comprensibile che è il manager che deve prendere la decisione, cioè colui che ha la responsabilità d’attribuire un posto ai vari fattori. Graficamente la matrice SWOT si presenta così:




Tuttavia il mondo degli affari è assai più semplice di quello della politica in genere e della politica e strategia internazionali nel nostro caso. Per questo il semplice meccanismo dei quattro cantoni della SWOT va adeguatamente modificato e concettualmente sovvertito.

La soluzione consiste nell’introdurre una nuova categoria concettuale che si chiama T come Trade-off. I Trade-off sono fattori, fenomeni, situazioni, segnali che innanzitutto non possono essere inseriti nelle quattro note caselle. La regola empirica è “quando non sai che farne, mettilo nei Trade-off”. Questa criterio apparentemente semplicistico è un espediente per indurre chi analizza ad essere abbastanza critico in quello che mette nelle restanti tradizionali caselle ed abbastanza aperto di spirito per includere elementi apparentemente incongrui rispetto ad un ordine già piuttosto prestabilito.

Ad una mentalità italiana appare evidente che il Trade-off rappresenta la componente ambigua, non subito determinabile, incerta, di segno ancora non definito di ogni situazione concreta da analizzare. È quel tipo di fattore per il quale si dice “Dipende” e con il quale intuitivamente, mentalmente e culturalmente ci troviamo a nostro agio, al contrario si sistemi culturali che tendono ad imporre un loro ordine preciso (pragmatico, cartesiano, di Realpolitik ecc.).





Questa è la rappresentazione statica della matrice con le sue caselle ben ordinate e pronte per essere riempite, ma questo aiuta solo in parte a spiegarne le potenzialità.

La logica dello Squared SWOT (per la prima volta pubblicata dall'Autore, dopo sperimentazioni sin dal 2008) è meglio illustrata da quest’immagine:


I Trade-off sono l’elemento destabilizzante e dinamizzante di una serie di fattori la cui sostanza e valutazione cambia esplorando l’effetto dei fattori di trade-off. Un esempio pratico è offerto da un inquadramento della situazione della Tunisia rivoluzionaria (14/6/2011) per investitori nazionali.



In conclusione lo SWOT2 o Squared SWOT è un metodo semplice e di facile impiego nella struttura, ma sufficientemente sofisticato nelle mani di un analista dotato di una ragionevole esperienza per riassumere in modo rapido conciso sinottico e dinamico una serie di elementi che possono cambiare di segno a seconda dell’evoluzione di fattori instabili o che hanno bisogno di tempo per maturarsi. Se vogliamo è una minimappa mentale di pronto impiego.

Pubblicato il 22/11/2012 alle 23.16 nella rubrica diario.

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